I turbinati sono strutture anatomiche presenti all'interno del naso che hanno il compito di filtrare, umidificare e riscaldare l'aria inspirata.
Quando aumentano di volume in modo permanente — condizione definita ipertrofia dei turbinati — possono provocare un'importante ostruzione nasale cronica con sensazione costante di naso chiuso.
Le cause più frequenti includono riniti allergiche, riniti vasomotorie, deviazione del setto nasale e utilizzo prolungato di spray decongestionanti.
Quando è indicato l'intervento?
La turbinoplastica viene presa in considerazione quando la terapia medica non è più sufficiente oppure quando l'ostruzione nasale compromette significativamente qualità della vita, sonno e respirazione.
Come si svolge la turbinoplastica
La moderna chirurgia dei turbinati ha un approccio conservativo: l'obiettivo è ridurne il volume mantenendo integra la mucosa nasale, fondamentale per il corretto funzionamento respiratorio.
Tra le tecniche più utilizzate vi è la radiofrequenza, che consente una riduzione volumetrica controllata minimizzando il trauma dei tessuti.
L'intervento viene eseguito interamente all'interno del naso, senza incisioni esterne, e dura mediamente dai 20 ai 45 minuti.
La turbinoplastica può essere associata nella stessa seduta chirurgica a settoplastica o rinoplastica.
Una riduzione eccessiva dei turbinati può provocare la cosiddetta sindrome del naso vuoto: per questo motivo l'approccio conservativo rappresenta oggi la soluzione più corretta e sicura.
Recupero e risultati
Dopo l'intervento possono essere presenti lieve congestione nasale e formazione temporanea di croste interne.
La respirazione migliora progressivamente nelle settimane successive all'intervento e i benefici risultano spesso ancora più evidenti nei casi associati a settoplastica.